Si è tenuto ieri pomeriggio presso la Sala Consiliare di
Bernalda, alle ore 18:30, il secondo incontro che vede unite le associazioni di
Bernalda al fine di dotare il paese di due DEA (defibrillatori semiautomatici) fondamentali
in caso di attacco cardiaco; uno per Bernalda e uno per Metaponto.
La strumentazione, per altro già prevista da una determina
regionale ‘Un Dea in ogni comune’ non è stata ancora destinata alla città di
Bernalda perché manca personale appositamente formato che possa utilizzarlo.
Per questo motivo nella precedente riunione tenutasi l’11
maggio scorso c/o la sede dell’Acli tutte le associazioni presenti avevano
deciso di comune accordo che al successivo incontro, sentito il parere dei
propri iscritti, avrebbero dato due nominativi da formare.
La presenza di nuove associazioni e di liberi cittadini ci ha
permesso di ricapitolare il percorso e il metodo fin’ora perseguito e di
leggere alla platea la risposta alla nostra lettera di sollecito inviata
all’allora commissario prefettizio E. Camerini.
La lettera, datata 9 maggio e giunta con ritardo nelle nostre
mani, dopo aver sottolineato la lodevole iniziativa sottolineava che il Comune
era in attesa dell’avvio della fase di formazione da parte dell’Ente Regionale.
Detto questo si è proceduto all’accreditamento delle presenze
prendendo i nominativi che ogni associazione ha dato o si è riservata di dare
entro qualche giorno alla mail dedicata al progetto: daebernalda@gmail.com
Tra le osservazioni avanzate c’è stata quella
dell’Associazione Aves che ha evidenziato la necessità di un incontro
preventivo con un medico abilitato affinchè le persone che intraprendano il
percorso di formazione siano coscienti e consapevoli dell’impegno che si
assumono di fronte alla collettività.
A questa proposta le altre associazioni hanno evidenziato che
durante la fase di formazione il soggetto può già capire se portare a termine
la propria formazione, decidendo in qualsiasi momento di interrompere il
percorso intrapreso e non abilitarsi.
Un’altra osservazione si è aggiunta poi la proposta del sign.
Mario Carbone, il quale ha sottolineato la necessità, secondo lui, di creare un
comitato che s’interfacci con le istituzioni.
Le associazioni hanno tuttavia deciso di non intraprendere
questo percorso sia per non creare sovrastrutture inutili, in quanto diverse
associazioni hanno già dato mandato attraverso la sottoscrizione di un modulo
di adesione al progetto e attraverso il loro consenso a tre soggetti promotori
e che coordinano le azioni: Acito Emanuele, Madio Gaetana Caterina e Ruggiero
D’Ascanio. Già in diverse occasioni, infatti, essi hanno avuto modo di
contattare le istituzioni e riceverne risposta senza alcun problema.
Si sottolinea infatti che non necessariamente, quando si
svolgono progetti comuni e di scopo sociale che coinvolgono più soggetti si
debba dar vita a dei comitati.
La costituzione di un comitato inoltre rallenterebbe le
azioni intraprese perdendone di vista gli obiettivi.
Durante la riunione poi sono stati nuovamente affrontati gli
aspetti normativi e le questioni che necessitano urgentemente di un confronto
istituzionale quali l’ubicazione del DAE, gli accessori e i loro costi, la loro
manutenzione, la necessità di fare formazione allargandola a cittadini e quella
di realizzare una locandina informativa.
L’incontro ha visto presenti oltre quindici associazioni e si
è conclusa con la decisione unanime di continuare il percorso intrapreso ossia
spingere per la dotazione dei defibrillatori regionali e inviare al sindaco Domenico
Tataranno (che nell’incontro tenutosi l’11 maggio durante la campagna
elettorale si era impegnato, al pari degli altri candidati, di portare avanti
l’iniziativa) una nuova lettera con i nominativi indicati dalle rispettive
associazioni che si aggiungono a quelli comunali affinchè venga inviata agli
organi regionali preposti.
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