Tutto esaurito, con una sala gremita. Così si presentava la
sede dell'Acli, domenica scorsa, nella quale rappresentanti istituzionali e
associazioni hanno deciso di riunirsi e programmare di comune accordo le
iniziative future relative al progetto “Un Dae per Bernalda e Metaponto”.
L'assemblea è iniziata con puntualità ed è stata articolata
in due parti.
Nella prima il gruppo promotore (Katya Madio, Emanuele Acito
e Ruggiero D'Ascanio) ha illustrato le diverse fasi fin'ora seguite e i 4
candidati alla carica di sindaco per le amministrative 2014 hanno sottoscritto
un impegno con il quale chiunque di loro sia destinato a governare Bernalda
spinga e rilanci il progetto fino alla sua conclusione definitiva.
Nella seconda parte dell’assembla, dopo aver proceduto
all’appello delle associazioni presenti, distribuito i modelli di adesione a
chi fosse sfuggito coinvolgere e raccolto le deleghe degli assenti, i legali
rappresentanti delle diverse associazioni presenti hanno preso la parola
esprimendo idee e avanzando proposte.
Tra i membri delle associazioni c’erano anche esponenti della
società civile come l’ex sindaco uscente Leonardo Chiruzzi, che si è soffermato
in particolar modo sull’iter burocratico, iniziato nel 2012, che ha visto
impegnata la precedente amministrazione nella destinazione di un DAE per
Bernalda e Metaponto sottolineando che non ci si è potuti ancora dotare di una
simile strumentazione per mancanza di formazione.
Tutti i candidati sindaci, che sono rimasti fino alla fine,
hanno partecipato attivamente alla discussione in base anche alle loro
competenze come il dottor Domenico Tataranno e Massimo Perrone come esperto di
elettronica soffermandosi in modo particolare sull’utilità che il DEA ha nella
società e la complessità del suo utilizzo.
Tra gli interventi sottolineiamo quello di Tina Palmisano,
membro della Croce Rossa Italiana e abilitato DEA. Il suo intervento è stato
illuminante perché è servito a capire che per una funzionale ed efficace
diffusione dei DAE e delle manovre di RCP, è opportuno che, in ordine di
priorità, i soggetti siano addestrati alle manovre di rianimazione
cardiopolmonare di base e abilitati all’uso dei defibrillatori semiautomatici oltre
al fatto che i DEA devono essere presenti soprattutto nei luoghi in cui ci sia
un evento sortivo o che vedere la presenza di numerosi giovani perché le
persone più colpite da arresto cardiaco sono i giovani e gli sportivi.
L’abilitazione dei soggetti, ha sottolineato la Palmisano, può essere
raggiunta solo da istituzioni riconosciute IRC e ha un costo che si aggira tra
i 50/ 70 euro.
Per questo al termine della seduta, su proposta del
rappresentante dell’Associazione culturale ‘T.A.M.’, le associazioni hanno
deciso di convogliare le loro forze sulla formazione e inviteranno i propri
iscritti (almeno n. 2 per ogni associazione) a partecipare al corso laico, ossia destinato a personale non specializzato,
per imparare le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e acquisire
l’abilitazione all’utilizzo di un Defibrillatore SemiAutomatico (DAE)
decisi, se sarà necessario, fin’anche ad autotassarsi.
Nello specifico, inoltre, alcune delle associazione presenti,
quali ad esempio la FederAnziani, si sono prese un po’ di tempo per informarsi
presso le loro sedi nazionali se possano avvalersi di formazione gratuita e se le
loro istituzioni sono riconosciute ai fini IRC per conseguire l’attestato
finale abilitante affinchè, anche i soggetti meno abbienti, quali pensionati,
disoccupati, etc., che non hanno possibilità economiche tali da sostenere i
costi della formazione possono partecipare.



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